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New England Journal of Medicine, in arrivo il farmaco contro il tumore del retto

È in arrivo un nuovo farmaco per la cura dei pazienti malati di tumore del retto. Il New England Journal of Medicine ha annunciato recentemente l’innovativa scoperta: i pazienti guariscono completamente grazie a un anticorpo monoclonale in grado di rimuovere le cellule tumorali. Un grande passo per la scienza e un grido di speranza per tutti i malati di tumore del retto.

La cura per il tumore del retto: una scoperta senza precedenti

Il meeting annuale dell’ASCO – American Society of Clinical Oncology – è uno dei più importanti eventi medico-scientifici per l’oncologia medica. Durante l’ultimo ritrovo, è stata presentata un’interessante ricerca con l’obiettivo di individuare una cura per il tumore al colon del retto. Dunque, si tratta di uno studio condotto su 12 pazienti affetti dalla stessa tipologia di cancro, i quali hanno assunto un farmaco a base di un anticorpo monoclonale. I risultati sono stati sorprendenti. Infatti, il 100% del campione è guarito con una completa remissione.

Tutti i pazienti malati di cancro al colon che hanno preso parte alla sperimentazione sono guariti – anche provvisoriamente – dalla loro condizione di partenza. Si tratta, senza dubbio, di un risultato senza precedenti nel campo della ricerca oncologica. In seguito, lo studio è stato anche pubblicato sul New England Journal of Medicine, così da ufficializzare la notizia. La ricerca è andata al di là delle aspettative, infatti, se di solito indagini di tale tipo portano a risultati parzialmente soddisfacenti, in questo caso si parla di arrivare alla scomparsa completa del cancro, per almeno sei mesi. 

Qual è il medicinale alla base della scoperta?

Il responsabile della guarigione è un medicinale a base di un anticorpo monoclonale. Si tratta di un tipo di molecola sintetizzata in modo artificiale in laboratorio e progettata affinché sia in grado di riconoscere e neutralizzare un unico e specifico antigene. In tal caso, il farmaco Dostarlimab ha la capacità di rimuovere il freno alla risposta immunitaria, rendendo ben visibili le cellule tumorali da colpire. 

Quando si portano avanti studi così complessi, l’impatto degli effetti collaterali non è trascurabile, andando a colpire almeno 1 paziente su 5. In tale contesto, però, è incredibile come nessuno dei partecipanti abbia sviluppato effetti come la debolezza muscolare, le difficoltà a deglutire o qualunque altro tipo di malessere correlato. C’è la possibilità che tale risultato così incoraggiante dipenda anche dal numero limitato del campione o dal tipo di tumore ma, in ogni caso, si tratta di risultati positivi e incoraggianti. 

Fonte: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2201445

Nota: Il contenuto del presente articolo non è inteso né raccomandato come sostituto di consigli, diagnosi o trattamenti medici. Pertanto è sempre necessario chiedere il parere di un medico in merito a qualsiasi domanda, condizione clinica, trattamento o argomento trattato nel presente documento. Doctorium non si assume nessuna responsabilità sull'utilizzo autonomo delle informazioni indicate.

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