Inquinamento e ansia: due nuovi studi - Doctorium
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Le conseguenze dell’inquinamento sull’ansia

Secondo due nuovi studi italiani, presentati in anteprima a Seminario Internazionale RespiraMi, l’inquinamento atmosferico e l’esposizione allo smog non sono dannosi solamente per l’apparato respiratorio e al sistema cardiovascolare degli individui, ma favorirebbero anche lo sviluppo di patologie psichiatriche e malattie mentali, come disturbi d’ansia, schizofrenia e depressione. Vediamo queste ricerche nel dettaglio.

Come lo smog influisce sulla psiche: gli studi

Tra i numerosi problemi portati dal cambiamento climatico che sta colpendo il nostro Pianeta, uno dei più critici è l’aumento dello smog e dell’inquinamento ambientale e atmosferico. Secondo gli esperti, respirare aria contenente agenti inquinanti è particolarmente dannoso per la salute degli individui, poiché potrebbe compromettere il funzionamento cerebrale, l’apparato respiratorio e il sistema cardiovascolare. Alcuni studi recenti, inoltre, hanno individuato una correlazione tra lo sviluppo di disturbi mentali e l’inquinamento.

Durante il Seminario Internazionale RespiraMi a tema “Recent Advances in Air Pollution and Health”, co-organizzato dalla Fondazione Irccs del Policlinico di Milano e dalla Fondazione Internazionale Menarini, sono state presentate due ricerche che indagano gli effetti negativi e a lungo termine dello smog sulla salute mentale, sottolineando come l’inquinamento aumenti il rischio di sviluppare patologie psichiatriche o di peggiorare condizioni già esistenti. 

I risultati degli studiosi

Più nel dettaglio, i ricercatori hanno evidenziato come, soprattutto in individui di età compresa tra i 30 e i 64 anni, l’esposizione allo smog potrebbe essere tra le cause dello sviluppo di malattie mentali: all’incremento di 1 microgrammo per metro cubo di particolato Pm2.5 nell’aria, il rischio di depressione aumenta del 13%, di disturbi d’ansia del 9% e di schizofrenia del 7%. Lo studio, inoltre, dimostra che smog e inquinamento eccessivo porterebbero ad un incremento dell’1,3% delle prescrizioni di antidepressivi.

Secondo Sergio Harari, co-presidente del seminario, direttore dell’Unità operativa di Pneumologia dell’ospedale San Giuseppe MultiMedica di Milano e professore di Medicina interna all’università Statale, “ lo smog è un concreto pericolo non solo per cuore e polmoni, ma anche per il cervello”. I risultati preliminari di questi studi, infatti, hanno dimostrato come un’esposizione prolungata all’inquinamento possa essere estremamente tossica per il funzionamento cerebrale, portando allo sviluppo di malattie psichiatriche e disturbi mentali.

Secondo un altro studio condotto dalle Unità operative di Epidemiologia e Psichiatria del Policlinico di Milano, l’incremento del particolato Pm10 nell’aria potrebbe essere associato a un rischio di ricovero più elevato. Più nello specifico, i ricercatori hanno osservato circa 200 pazienti affetti da depressione bipolare ricoverati in ospedale per episodio maniacale tra il 2007 e il 2019 e, analizzando i dati relativi all’esposizione all’inquinamento nei giorni precedenti, è emerso che il rischio di ricovero arriva a essere 3,6 volte maggiore del normale nel secondo giorno dopo l’esposizione all’aria fortemente inquinata. 

Infine, i danni dello smog e dell’inquinamento sono evidenti ad ogni età, anche durante il periodo fetale e l’infanzia. È stato dimostrato che un alto tasso di inquinamento potrebbe andare ad intaccare anche il cervello dei più piccoli, alterandone lo sviluppo cognitivo. Con un’esposizione prolungata allo smog, si verifica un assottigliamento della corteccia cerebrale e aumenta il rischio di sviluppare problematiche come l’iperattività o il disturbo da deficit d’attenzione.

Fonte:

Adn Kronos https://www.adnkronos.com/covid-truffa-su-kit-sierologici-sequestrati-9-milioni-di-euro_70Qhwvi9SBXdRY7CTapmpb

Nota: Il contenuto del presente articolo non è inteso né raccomandato come sostituto di consigli, diagnosi o trattamenti medici. Pertanto è sempre necessario chiedere il parere di un medico in merito a qualsiasi domanda, condizione clinica, trattamento o argomento trattato nel presente documento. Doctorium non si assume nessuna responsabilità sull'utilizzo autonomo delle informazioni indicate.

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