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Cataratta, glaucoma, diplopia, retinopatia diabetica: cosa sono e le possibili terapie

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Cataratta, glaucoma, diplopia, retinopatia diabetica: cosa sono e le possibili terapie

 

Dott. Carmine Catalano

La cataratta è l’opacizzazione del cristallino il cristallino è una struttura biconvessa che si trova posteriormente all’iride. La cataratta senile in base alla morfologia può essere catalogata come cataratta sottocapsulare anteriore o posteriore, cataratta nucleare, cataratta corticale, cataratta ad albero di Natale.

La cataratta può presentarsi anche prima della senilità e quindi viene detta cataratta presenile, le patologie in cui si può presentare la cataratta presenile sono: il diabete, la distrofia miotonica, la dermatite atopica, la cataratta traumatica la cataratta da shock elettrico, la cataratta da farmaci come nell’utilizzo di steroidi la clorpromazina, il busulfano, l’amiodarone, i sali d’oro e l’allopurinolo.

Inoltre può esservi una cataratta secondaria ovvero secondaria ad altre patologie come in caso di uveite cronica anteriore, in caso di glaucoma congestizio acuto ad angolo chiuso, in caso di miopia elevata e in caso di distrofie ereditarie.

Purtroppo la terapia per la cataratta è semplicemente chirurgico quindi per asportare la cataratta bisogna eseguire un intervento che può essere avvalersi dell’utilizzo di ultrasuoni o del laser nei casi non avanzati. Nei casi avanzati purtroppo bisogna eseguire un asportazione in toto del cristallino senza poter utilizzare i suddetti mezzi.

Il glaucoma

Viene definito glaucoma l’aumento della pressione intraoculare.

Le cause dell’aumento della pressione interna dell’occhio possono essere molteplici, ma i fattori determinanti sono la velocità della secrezione di acqueo e la velocità della fuoriuscita dell’acqueo.

Per misurare la pressione interna dell’occhio si utilizza il tonometro che può essere sostanzialmente a soffio, a contatto e a rimbalzo. In genere la pressione normale varia da 12 mmHg a 21 mmHg.

Un’eccessiva pressione intraoculare, porta ad un danno ischemico delle fibre nervose retiniche, poiché l’afflusso arterioso è ridotto e con esso anche l’apporto di ossigeno.

Purtroppo, se un paziente non esegue visite oculistiche in maniera regolare, potrebbe non accorgersi immediatamente del danno arrecato alla retina dalla pressione intraoculare perché il glaucoma può essere asintomatico per anni. purtroppo.

La terapia del glaucoma può essere: aperte “farmacologica è chirurgica. La terapia farmacologica consiste nell’utilizzo di colliri ti servono per abbassare la pressione oculare mediante vari meccanismi. Quando i colliri non sono più sufficienti ad abbassare la pressione, si utilizzano in associazione diuretici che agiscono specificatamente riducendo la produzione di umore acqueo.

Quando la terapia farmacologica massimale non è più sufficiente a controllare la pressione oculare si deve obbligatoriamente ricorrere alla chirurgia. Essa consiste nel creare delle vie alternative di deflusso  dell’umore acqueo che generalmente viene riassorbito attraverso il trabecolato (zona che si trova nell’angolo tra l’iride e la cornea).

La Diplopia

La diplopia, o più comunemente chiamata visione doppia, può essere la manifestazione di un disturbo neurologico, muscolare, infiammatorio, metabolico, ischemico, traumatico, tossicologico e diottrico.

Nei primi casi, la diplopia è generalmente binoculare, ovvero si manifesta esclusivamente quando si mantengono entrambi gli occhi aperti. Nell’ultimo caso invece si manifesta anche quando viene coperto l’occhio sano.

Retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica è una condizione nella quale il diabete ha provocato un danno ischemico retinico tale da ingenerare delle modifiche strutturali e vascolari della retina che generalmente alterano anche la vista.

L’eziologia del danno ischemico retinico dipende in primis da un danno vascolare del microcircolo retinico. Gli zuccheri in eccesso nel sangue creano un rivestimento anomalo dei capillari retinici, questo incide negativamente sugli scambi di ossigeno, anidride carbonica, metaboliti e cataboliti. Il tessuto retinico in sofferenza, produce una sostanza che si chiama VEGF (Vascular endothelial growth factor). Questa sostanza prodotta stimola i vasi capillari accrescere proprio per sopperire alla carenza degli scambi suddetti.

Purtroppo i neovasi prodotti sono molto fragili e fenestrati questo provoca edema retinico ed emorragie.

Per poter arrestare questo circolo vizioso che porterebbe alla cecità, bisogna agire bloccando la produzione di VEGF da parte della retina. Questo è possibile agendo a vari livelli. In primo luogo bisogna ristabilire un profilo glicemico ottimale affinché il microcircolo possa giovarne.

Vi sono inoltre delle sostanze che si iniettano nell’occhio e servono proprio a ridurre l’infiammazione è la produzione di VEGF.

Queste sostanze però non sono in grado di portare a guarigione completa la retina, in quanto i danni vasali ormai presenti sono strutturali, quindi bisogna agire alla radice del problema ovvero eseguendo un laser sulla retina danneggiata.

Il laser però non è scevro da effetti collaterali, infatti le zone trattate con il laser perdono di funzionalità quindi la cosa fondamentale, per evitare danni ischemici retinici dovuti al diabete, è la prevenzione mediante un regime alimentare specifico ed un’attività fisica adeguata.

 

 



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