Perimenopausa: quali sono i sintomi precoci della menopausa

Ultima modifica: 30 Novembre 2024

Articolo redatto da: Doctorium e revisionato da: Doctorium.

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Il periodo che precede la menopausa è noto come perimenopausa. In questa fase il ciclo mestruale diventa irregolare. Si parla di vera e proprio menopausa dopo 12 mesi consecutivi di assenza delle mestruazioni.

La premenopausa è invece il periodo che precede la perimenopausa e si caratterizza da una serie di cambiamenti psicologici e biologici che portano progressivamente alla fine del periodo fertile. Nel nostro articolo vedremo quali sono i principali sintomi della perimenopausa e vedremo come porvi rimedio.

Sintomi in perimenopausa

Durante la perimenopausa l’attività ovarica cessa gradualmente, i follicoli si riducono progressivamente e se ne riduce anche la qualità. Ovviamente anche la fecondità diminuisce.

Tra i sintomi tipici della perimenopausa abbiamo le “vampate di calore”, l’insonnia, la disforia e l’irregolarità del ciclo.

Vampate di calore

L’esatta patogenesi delle vampate di calore è sconosciuta, ma diversi studi indicano che probabilmente deriva da un difetto della funzione termoregolatrice centrale. Vari ormoni e neurotrasmettitori modulano i sintomi vasomotori, soprattutto gli estrogeni.

Si suppone pertanto che la carenza di estrogeni ovarici sia il meccanismo iniziale che porta alla comparsa delle vampate di calore. Anche la noradrenalina e la serotonina hanno un ruolo nel difetto di termoregolazione, motivo per cui spesso vengono usati gli SSRI e SNRI per trattare i sintomi vasomotori. Si è visto infatti che i livelli plasmatici dei metaboliti della noradrenalina aumentano prima e durante una vampata di calore.

Si verifica inoltre vasodilatazione periferica e un aumento della pressione sanguigna sistolica e della frequenza cardiaca.

Atrofia vulvovaginale

Altro sintomo molto frequente è l’atrofia vulvovaginale. I tessuti urogenitali sono estremamente sensibili agli estrogeni e alle loro fluttuazioni. Diversi studi di popolazione e di comunità confermano che circa il 27%-60% delle donne riferisce sintomi da moderati a gravi di secchezza vaginale o dispareunia in associazione con la perimenopausa.

A differenza dei sintomi vasomotori, l’atrofia vulvovaginale non migliora nel tempo senza trattamento. La terapia ormonale della menopausa è molto efficace nell’atrofia vaginale e nella secchezza. A questo scopo possono essere utilizzati estrogeni sistemici o vaginali.

Disturbi del sonno e insonnia

La qualità del sonno generalmente si deteriora con l’invecchiamento. Durante la perimenopausa la situazione peggiora. È improbabile che i cambiamenti ormonali da soli forniscano una spiegazione completa della relazione tra difficoltà del sonno e menopausa.

Coerente con questo concetto è il fatto che gli ormoni non sempre hanno successo nel trattare i problemi del sonno nella mezza età e oltre.

Le cattive abitudini igieniche del sonno e i disturbi dell’umore contribuiscono ulteriormente. Sicuramente le donne che riferiscono il risveglio notturno in associazione con sudorazioni notturne sono candidate alla terapia ormonale. Tuttavia, la storia clinica non è spesso così semplice.

Le donne con disturbi dell’umore, in particolare ansia e depressione, possono avere difficoltà ad addormentarsi oppure possono presentare risvegli precoci.

Umore avverso

Gli estrogeni influenzano le vie di regolazione dell’umore nel cervello: si ritiene che la depressione, anche se in parte, sia causata dalla disregolazione delle vie monoaminergiche nel sistema nervoso centrale e il cambiamento dei livelli di estrogeni può portare ad alterazioni di questi sistemi serotoninergici e noradrenergici.

Si è visto in modelli animali che la somministrazione di estrogeni può indurre cambiamenti nella neurotrasmissione della serotonina nell’amigdala, nell’ippocampo e nell’ipotalamo, regioni del cervello coinvolte nella regolazione degli affetti.

Negli esseri umani, gli studi su donne in menopausa sottoposte a trattamento con estrogeni hanno mostrato cambiamenti dell’umore e trasmissione della serotonina in base allo stato ormonale. Il trattamento di prima linea di un episodio depressivo maggiore può comprendere la psicoterapia, gli antidepressivi o una combinazione dei due.

Il trattamento è spesso adattato alle preferenze del paziente e alla gravità della depressione. Certamente, se l’episodio è grave è necessaria la combinazione di psicoterapia e farmacoterapia.

Un episodio da lieve a moderato può rispondere sia alla psicoterapia che al solo antidepressivo. I medici di base spesso fanno la diagnosi iniziale di depressione e iniziano il trattamento in modo tempestivo, quando possibile.

Gli SSRI sono la prima scelta: in uno studio sul trattamento di Soares e colleghi, l’escitalopram si è dimostrato superiore a una combinazione di estrogeni e progesterone nel trattamento della depressione e di altri sintomi della menopausa.

Quasi il 75% delle donne in trattamento con escitalopram ha raggiunto la remissione della depressione rispetto al 25% di quelle in terapia ormonale sostitutiva.

Purtroppo in questo periodo aumenta, per le donne, il rischio di malattie cardiovascolari (l’infarto è uno delle principali patologia) e pertanto è opportuno che tutte le donne in premenopausa o in menopausa si rivolgano oltre che ad un ginecologo anche ad un cardiologo.

Bibliografia

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