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I dati pubblicati dopo il No Tobacco Day

Il 31 maggio si è celebrata la Giornata mondiale senza il tabacco (No Tobacco Day). Si tratta di una ricorrenza riconosciuta a livello mondiale e finalizzata a sensibilizzare la popolazione circa i rischi e gli effetti negativi del fumo, non solo sulla salute individuale, ma anche su tutto il pianeta. Un’occasione per mostrare i dati raccolti durante l’anno e per evidenziare ancora una volta quanto il fumo danneggi l’intero pianeta.

No Tobacco Day: l’impatto sull’ambiente e sul pianeta

Spesso si parla di danni del tabacco generanti solamente sulla salute fisica di chi ne fa uso. È bene, però, focalizzare anche l’attenzione su quali sono le conseguenze che il fumo genera sull’intero pianeta. Di per sé il ciclo di vita del tabacco rappresenta un processo molto inquinante e dannoso per l’ambiente. Si tratta di considerare l’inquinamento atmosferico dovuto al fumo, ma anche la grandissima mole di acqua impiegata per la sua coltivazione e produzione.

La coltivazione di tabacco prevede l’utilizzo di grandi quantità di sostanze chimiche, in grado di danneggiare e avvelenare non solo il suolo, ma anche l’acqua, le spiagge e le strade. Infatti, i rifiuti tossici che ne derivano generano conseguenze irreversibili sul pianeta. Basta pensare alla quantità di mozziconi di sigarette che quotidianamente vengono gettati per terra o nell’acqua. Per avere un’idea più chiara dell’impatti si considerino i seguenti numeri:

  • 3,5 milioni di ettari di terra distrutti dal tabacco;
  • 4,5 milioni di mozziconi di sigaretta che non vengono smaltiti;
  • 770 milioni di chili di rifiuti tossici generati ogni anno nel mondo.

I danni generati dal fumo: dati in Italia

È noto che il tabacco e il fumo della sigaretta siano dannosi non solo per chi fuma, ma anche per chi passivamente respira un’aria inquinata. I dati rilevati con riferimento al fumo in Italia non sono molto incoraggianti. Infatti, la prima evidenza a preoccupare mostra come il consumo di prodotti di tabacco sia per gli italiani la principale causa di mortalità prevenibile e di morbosità. Dunque, le stime mostrano che i morti causati dal fumo di tabacco siano oltre 93 mila, di cui il 20,6% sono uomini e solo il 7,9% donne.

Anche le indagini focalizzate sulla popolazione giovane non hanno mostrato dati incoraggianti. Dunque, tra i ragazzi compresi tra i 13 e i 15 anni, circa una persona su cinque ha fumato una sigaretta nell’ultimo mese. Inoltre, si vede come il fumo interessi maggiormente la giovane popolazione femminile rispetto a quella maschile.

Nota: Il contenuto del presente articolo non è inteso né raccomandato come sostituto di consigli, diagnosi o trattamenti medici. Pertanto è sempre necessario chiedere il parere di un medico in merito a qualsiasi domanda, condizione clinica, trattamento o argomento trattato nel presente documento. Doctorium non si assume nessuna responsabilità sull'utilizzo autonomo delle informazioni indicate.

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