Ciclotimia: quando le oscillazioni d’umore diventano un disturbo cronico
12 Febbraio 2026
Il disturbo ciclotimico, una oscillazione patologica dell’umore
Dopo aver fatto una doverosa premessa nell’articolo precedente utile a comprendere meglio le oscillazioni dell’umore, in questo articolo andremo ad analizzare in particolar modo una oscillazione patologica dell’umore, ovvero la ciclotimia.
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Le oscillazioni dell’umore fanno parte della vita di chiunque. Ci sono giornate in cui tutto sembra scorrere leggero e altre in cui il livello di energia cala, si fa sentire la stanchezza o una vena di malinconia. Quando però gli alti e bassi emotivi diventano frequenti, difficili da prevedere e iniziano a interferire con relazioni, lavoro e decisioni quotidiane, può entrare in gioco una condizione specifica: la ciclotimia o disturbo ciclotimico.
La ciclotimia rientra nello spettro dei disturbi bipolari e si caratterizza per fluttuazioni timiche croniche, cioè cambiamenti dell’umore continui, che restano sotto la soglia degli episodi maniacali o depressivi maggiori tipici del disturbo bipolare.
Chi vive con la ciclotimia spesso si trova a vivere con giornate molto attive e ottimiste che si alternano a periodi di scoraggiamento, irritabilità o vuoto.
Approfondire l’argomento e consocere la ciclotimia ci aiuta a dare un nome a questa esperienza e a capire che esistono percorsi di cura efficaci per ritrovare un maggiore equilibrio emotivo, anche quando l’instabilità sembra far parte del proprio carattere da sempre.
Cos’è la ciclotimia: definizione e classificazione
La ciclotimia è un disturbo dell’umore caratterizzato da oscillazioni croniche tra fasi con sintomi ipomaniacali e periodi con sintomi depressivi lievi o moderati, che si protraggono per almeno due anni.
Nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione), il disturbo ciclotimico viene inserito tra i disturbi bipolari e correlati ed è descritto come una forma di “ipomania cronica” associata a episodi depressivi sotto-soglia: i sintomi non sono così intensi o prolungati da soddisfare i criteri di un episodio maniacale o depressivo maggiore, ma sono abbastanza marcati da creare disagio e difficoltà nel funzionamento quotidiano.
In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità sottolinea l’importanza di un approccio interdisciplinare alla salute mentale, che coinvolga psichiatria, neuroscienze, epidemiologia e psicologia clinica per garantire diagnosi accurate e trattamenti personalizzati per i disturbi dell’umore, tra cui la ciclotimia
In pratica, la ciclotimia si definisce per tre elementi chiave:
- Durata nel tempo: almeno due anni (uno nei minori) di fluttuazioni emotive quasi continue.
- Soglia clinica: sintomi significativi ma sotto la soglia dei disturbi bipolari maggiori.
- Impatto sul funzionamento: interferenza con vita sociale, affettiva, lavorativa o scolastica, anche se dall’esterno la persona può apparire “funzionante”.
Molte persone descrivono il proprio temperamento ciclotimico come una combinazione di sensibilità emotiva, entusiasmo improvviso, periodi di scoraggiamento e fatica a mantenere una linea di continuità nelle scelte e nei progetti.
Sintomi della ciclotimia: riconoscere le oscillazioni d’umore
I sintomi della ciclotimia si collocano in quella zona grigia in cui non sempre è semplice distinguere tra un “carattere emotivo” e un vero disturbo dell’umore. La caratteristica centrale è la presenza di cicli ripetuti di umore elevato e umore depresso, con intensità inferiore al disturbo bipolare ma con alta frequenza.
Nel corso del tempo, questa altalena emotiva può dare la sensazione di vivere dentro un “meteo emotivo imprevedibile”: periodi di energia, creatività e ipercoinvolgimento si alternano a fasi di stanchezza, disinteresse, irritabilità o pessimismo.
La fase ipomaniacale nella ciclotimia
Durante i periodi di umore alto legati alla ciclotimia (fase ipomaniacale sotto-soglia), la persona può sperimentare:
- Aumento dell’energia e dell’attività: tendenza a fare molto, ad avviare nuovi progetti, ad avere molte idee.
- Espansività e socievolezza: maggiore loquacità, desiderio di parlare, di stare con gli altri, di intraprendere nuove relazioni.
- Ridotto bisogno di sonno: dormire meno del solito senza avvertire stanchezza nelle prime fasi.
- Pensieri accelerati: sensazione che la mente “corra”, con idee che si susseguono rapidamente.
- Impulsività: scelte affrettate, cambi di programma improvvisi, spese non pianificate, comportamenti rischiosi.
- Irritabilità e aggressività: non sempre l’umore è euforico; in molte persone prevale un tono emotivo agitato, polemico, con esplosioni di rabbia e impazienza.
- Comportamenti sessuali a rischio: aumento del desiderio, ricerca di esperienze intense, talvolta con minor valutazione delle conseguenze.
In queste fasi, la ciclotimia può essere percepita inizialmente come “vantaggiosa”, perché sembra portare energia e creatività. Col passare del tempo, la ripetizione di questi picchi e dei successivi cali logora la stabilità, la fiducia in sé e la qualità delle relazioni.
La fase depressiva nella ciclotimia
I periodi di umore basso nella ciclotimia si presentano con sfumature diverse, ma condividono alcuni elementi chiave:
- Tristezza o senso di vuoto: sensazione di spegnimento, mancanza di entusiasmo.
- Anedonia: difficoltà a provare piacere, soddisfazione o interesse anche per attività che prima erano piacevoli.
- Affaticamento marcato: stanchezza fisica e mentale, rallentamento del pensiero e delle azioni.
- Autostima fragile: periodi in cui ci si percepisce inadeguati, “sbagliati”, inferiori agli altri.
- Irritabilità e sensibilità al rifiuto: maggiore suscettibilità, conflitti più frequenti, difficoltà a gestire critiche o frustrazioni.
- Difficoltà di concentrazione: fatica a portare a termine compiti, a studiare, a prendere decisioni.
- Pensieri autocritici o autodistruttivi: in alcune fasi possono emergere pensieri di svalutazione di sé, autosabotaggio, comportamenti che danneggiano lavoro, relazioni o salute.
Pur non raggiungendo la gravità di un episodio depressivo maggiore, questi sintomi, ripetuti nel tempo, rendono impegnativa la gestione del lavoro, dello studio e della vita affettiva.

Il pattern delle oscillazioni nella ciclotimia e l’impatto sulla vita
Nella ciclotimia non esistono lunghi periodi di completa stabilità emotiva: le oscillazioni sono quasi costanti, anche se con intensità variabile. Questo andamento si traduce in:
- Percorsi di studio e lavoro frammentati: fasi di alta produttività seguite da cali improvvisi possono portare ad abbandonare progetti o cambiare spesso direzione.
- Relazioni affettive altalenanti: momenti di forte idealizzazione e coinvolgimento si alternano a distacco, dubbi, chiusura emotiva.
- Immagine di sé instabile: sentirsi a tratti “brillanti e capaci” e, poco dopo, “inconcludenti, incostanti o inaffidabili”.
Studi clinici suggeriscono che una parte delle persone con ciclotimia presenta una riduzione significativa del funzionamento lavorativo e sociale, specie quando il disturbo non viene riconosciuto né trattato in modo mirato.
Ciclotimia vs disturbo bipolare: le differenze essenziali
La differenza tra ciclotimia e disturbo bipolare genera spesso confusione. Entrambe le condizioni rientrano nello spettro bipolare, ma si collocano su livelli diversi di intensità, durata degli episodi e impatto sulla vita.
La ciclotimia viene spesso descritta come una forma di bipolarismo lieve e persistente, mentre il disturbo bipolare I e II è caratterizzato da episodi netti e spesso molto più destabilizzanti.
Confronto con disturbo bipolare e depressione unipolare
| Aspetto | Ciclotimia | Disturbo bipolare I/II | Depressione unipolare |
| Fasi alte | Sintomi ipomaniacali sotto-soglia, spesso con irritabilità | Episodi maniacali o ipomaniacali completi | Assenti |
| Fasi basse | Sintomi depressivi lievi-moderati, ricorrenti | Episodi depressivi maggiori | Episodi depressivi maggiori |
| Decorso | Fluttuazioni continue per ≥2 anni | Episodi discreti separati da fasi di benessere | Episodi depressivi separati, senza fasi ipomaniacali |
| Percezione comune | “Carattere altalenante” o “ipersensibile” | Disturbo dell’umore riconoscibile come malattia | “Depressione” intesa come calo di umore prolungato |
Nella depressione unipolare l’umore è prevalentemente basso, senza fasi di vera iperattività o espansività tipiche dello spettro bipolare.
Nella ciclotimia, per contro, l’umore oscilla tra fasi sopra il proprio livello abituale e fasi sotto-soglia, con un andamento cronico: questo rende essenziale una diagnosi precisa, perché il trattamento della ciclotimia non coincide con quello della sola depressione.
Differenza con il disturbo borderline di personalità
La ciclotimia può essere confusa con il disturbo borderline di personalità, poiché entrambi comportano instabilità emotiva e relazionale. Alcune differenze importanti:
- Nella ciclotimia, le oscillazioni dell’umore tendono a durare giorni o settimane, seguendo un andamento interno più che reazioni immediate agli eventi.
- Nel disturbo borderline, i cambiamenti emotivi sono spesso molto rapidi (ore) e strettamente legati a trigger interpersonali (paura dell’abbandono, conflitti, rifiuto percepito).
- Nel borderline sono frequenti comportamenti auto-lesivi, esplosioni di rabbia molto intense e una profonda instabilità dell’identità.
Una valutazione approfondita consente di distinguere tra queste condizioni, che possono comunque presentarsi anche insieme in alcuni casi.
Capire se si soffre di ciclotimia: diagnosi e criteri DSM-5
Molte persone si chiedono “come faccio a capire se ho la ciclotimia?”. Il riconoscimento del disturbo ciclotimico non passa da test online o auto-diagnosi, ma da una valutazione specialistica strutturata.
Lo specialista (psichiatra o psicologo clinico) integra colloquio clinico, osservazione nel tempo, raccolta della storia personale e familiare e, se utile, strumenti standardizzati.
I criteri diagnostici essenziali
Secondo il DSM-5, per diagnosticare un disturbo ciclotimico devono essere presenti:
- Per almeno due anni (uno in bambini/adolescenti), numerosi periodi con sintomi ipomaniacali che non soddisfano i criteri di un episodio ipomaniacale completo e numerosi periodi con sintomi depressivi sotto-soglia.
- Durante questo periodo, i sintomi sono presenti per almeno la metà del tempo e non si verificano intervalli di benessere completi superiori a due mesi consecutivi.
- Non sono mai stati soddisfatti i criteri per episodi maniacali, ipomaniacali completi o episodi depressivi maggiori.
- I sintomi non sono meglio spiegati da altri disturbi psichiatrici, da effetti di sostanze o da condizioni mediche.
- L’insieme delle manifestazioni provoca disagio clinicamente significativo o compromissione nel funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree importanti.
Strumenti e test che possono essere utilizzati
Per approfondire la diagnosi di ciclotimia, il clinico può utilizzare:
- Scale per l’umore e questionari per i disturbi bipolari, che indagano in modo sistematico la presenza di sintomi ipomaniacali e depressivi.
- Beck Depression Inventory (BDI) o altre scale di depressione per valutare l’intensità dei sintomi depressivi.
- Interviste strutturate che aiutano a differenziare la ciclotimia da depressione unipolare, disturbo borderline di personalità o altri disturbi d’ansia.
Questi strumenti non sostituiscono il giudizio clinico, ma lo supportano. Aiutano a costruire una mappa chiara dell’andamento emotivo nel tempo e a riconoscere lo schema tipico della ciclotimia.
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Cause della ciclotimia: genetica, neurobiologia e fattori ambientali
La domanda “perché ho sbalzi d’umore così frequenti?” è molto comune tra chi scopre la ciclotimia. Le cause non si riducono a un singolo fattore: si parla di origine multifattoriale, in cui si intrecciano predisposizione genetica, funzionamento neurobiologico, storia personale e contesto di vita.
Predisposizione genetica e temperamento
I disturbi dello spettro bipolare, ciclotimia compresa, hanno spesso una familiarità significativa: avere parenti di primo grado con disturbo bipolare o depressione maggiore aumenta il rischio di sviluppare instabilità dell’umore.
Molte persone con ciclotimia riconoscono un temperamento emotivo particolare fin dall’adolescenza: reattività marcata, oscillazioni tra entusiasmo e sconforto, tendenza agli estremi. Questo temperamento ciclotimico può costituire un terreno predisponente, che in combinazione con fattori stressanti può evolvere in un disturbo ciclotimico vero e proprio.
Aspetti neurobiologici
A livello cerebrale, la ciclotimia coinvolge sistemi che regolano l’umore, la motivazione e la risposta allo stress. Sono implicati diversi neurotrasmettitori, cioè i messaggeri chimici del cervello:
- Serotonina, legata a regolazione dell’umore, del sonno e dell’appetito.
- Dopamina, collegata a motivazione, ricompensa e senso di energia.
- Noradrenalina, coinvolta in attenzione, allerta e risposta allo stress.
Gli studi di neuroimaging hanno individuato differenze nell’attività di aree come l’amigdala (elaborazione delle emozioni), la corteccia prefrontale (controllo degli impulsi, valutazione delle conseguenze) e il sistema limbico (risposta emotiva) in persone con disturbi dello spettro bipolare.
Questi dati non indicano un “cervello sbagliato”, ma un modo specifico di funzionare, che richiede strategie di autoregolazione su misura.
Fattori ambientali, stress e stile di vita
L’ambiente di vita può favorire l’espressione o il mantenimento della ciclotimia. Tra i fattori più rilevanti:
- Eventi stressanti precoci: lutti, traumi, trascuratezza emotiva, conflitti familiari intensi.
- Stress cronico in età adulta: sovraccarico lavorativo, instabilità economica, relazioni conflittuali.
- Alterazioni del ritmo sonno-veglia: turni di lavoro irregolari, uso prolungato di schermi la sera, jet lag frequente.
- Uso di sostanze (alcol, cannabis, stimolanti): spesso percepite come “auto-medicazione”, ma nel lungo periodo aumentano l’instabilità.
Riconoscere questi fattori e a ridurne l’impatto fa parte del percorso terapeutico della ciclotimia.
Comorbidità e condizioni associate nella ciclotimia
La ciclotimia spesso non compare da sola. Si associa con frequenza ad altri disturbi psicologici o comportamentali, una condizione chiamata comorbidità (presenza contemporanea di più disturbi).
Tra le comorbidità più comuni:
- Disturbi d’ansia (ansia generalizzata, attacchi di panico, fobie): ansia e ciclotimia possono alimentarsi a vicenda.
- Abuso o dipendenza da sostanze (alcol, cannabis, sedativi): spesso utilizzate per “modulare” le fasi alte o basse, ma con effetto di peggiorare l’instabilità nel lungo periodo.
- Disturbi della personalità, in particolare tratti borderline o evitanti.
- Disturbi alimentari o comportamenti alimentari discontrollati legati alle oscillazioni emotive.
Queste associazioni possono aumentare:
- Il rischio di comportamenti autodistruttivi.
- La compromissione del funzionamento sul lavoro, nello studio e nelle relazioni.
- La difficoltà nel mantenere un’aderenza costante alle cure.
Per questo la valutazione diagnostica della ciclotimia comprende sempre un’attenzione specifica alle comorbidità e ai possibili rischi associati, inclusa la valutazione del rischio suicidario.
Come si cura la ciclotimia: terapie e approccio integrato
La ciclotimia può essere gestita con efficacia attraverso un approccio integrato che unisce trattamento farmacologico, psicoterapia e modifiche nello stile di vita. L’obiettivo non è “cancellare” ogni fluttuazione, ma ridurre l’ampiezza delle oscillazioni, migliorare la stabilità e la qualità della vita.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) evidenzia che le persone con disturbi dello spettro bipolare, inclusa la ciclotimia, possono beneficiare significativamente di interventi che combinano farmaci, terapie psicologiche e modifiche dello stile di vita, sottolineando l’importanza di un approccio rispettoso della dignità della persona e della partecipazione attiva nelle scelte terapeutiche

Trattamento farmacologico nella ciclotimia
I farmaci per la ciclotimia vengono valutati caso per caso, in base all’intensità dei sintomi, alla presenza di comorbidità e al rischio di evoluzione verso disturbo bipolare I o II.
Le categorie principali includono:
- Stabilizzatori dell’umore (come litio, lamotrigina, valproato): aiutano a contenere sia le fasi alte che quelle basse, riducendo l’instabilità.
- Antipsicotici atipici a basso dosaggio, in alcune situazioni, per modulare irritabilità, impulsività e iperattivazione.
- Antidepressivi, solo quando indicati e quasi mai da soli, perché possono aumentare il rischio di fasi ipomaniacali se non sono affiancati da uno stabilizzatore.
La terapia farmacologica per la ciclotimia viene sempre personalizzata e monitorata nel tempo, con attenzione agli effetti collaterali e alla qualità di vita.
Psicoterapia: un pilastro nella cura della ciclotimia
La psicoterapia è una componente centrale nel trattamento del disturbo ciclotimico, perché interviene su consapevolezza, gestione delle emozioni, relazioni e scelte di vita.
Tra gli approcci più utilizzati:
Terapia cognitivo-comportamentale (CBT)
La terapia cognitivo-comportamentale aiuta a:
- Riconoscere i pensieri automatici che alimentano le fasi depressive o ipomaniacali.
- Sviluppare strategie di coping più funzionali rispetto a quelle impulsive o di evitamento.
- Costruire una struttura di vita più stabile, con attività distribuite in modo equilibrato rispetto al livello di energia del momento.
Terapia interpersonale e dei ritmi sociali (IPSRT)
L’IPSRT (Terapia Interpersonale e dei Ritmi Sociali) lavora su due piani:
- Regolarizzare i ritmi quotidiani (orari del sonno, dei pasti, delle attività principali).
- Migliorare le relazioni interpersonali e la gestione dei cambiamenti di ruolo, che spesso rappresentano trigger per le oscillazioni emotive.
Mindfulness e approcci corpo-mente
Le pratiche di mindfulness e altri approcci corpo-mente supportano chi soffre di ciclotimia nel:
- Riconoscere in anticipo i segnali di cambiamento di fase.
- Osservare i propri stati interni senza giudizio, anziché reagire d’impulso a ogni emozione.
- Ridurre ruminazione, agitazione e rigidità nel controllo.
Esempi di strumenti pratici:
- Esercizi quotidiani di respirazione consapevole.
- Body scan per notare e rilasciare tensioni fisiche.
- Brevi meditazioni guidate focalizzate sull’accettazione delle emozioni.
Vivere con la ciclotimia: gestione quotidiana e relazioni
Vivere con la ciclotimia significa imparare a conoscere in profondità il proprio funzionamento emotivo, così da intervenire in modo precoce e mirato.
La gestione non si limita ai periodi “di crisi”, ma si costruisce giorno dopo giorno, con piccoli aggiustamenti che nel tempo fanno la differenza.
Strategie pratiche per gestire la ciclotimia quotidianamente
Alcune strategie possono essere particolarmente utili:
- Monitorare l’umore e l’energia: usare un diario o un’app per annotare umore, sonno, eventi, sostanze assunte.
- Mantenere routine regolari per sonno, pasti, lavoro e riposo. La regolarità aiuta a stabilizzare i ritmi biologici.
- Evitare decisioni importanti (traslochi, cambi di lavoro, investimenti economici) nei momenti di umore euforico o particolarmente basso.
- Preparare una “lista di attività di emergenza” per le fasi difficili: passeggiate, contatto con persone di fiducia, attività creative non performanti.
- Concordare con il terapeuta un “piano d’azione” in caso di peggioramento, con passi chiari da seguire.
Relazioni, coppia e sessualità nella ciclotimia
Le relazioni affettive sono uno degli ambiti più sensibili alle oscillazioni emotive della ciclotimia. Nelle fasi alte la persona può essere più coinvolta, affettuosa, intraprendente, mentre nelle fasi basse può tendere alla chiusura, al dubbio, alla distanza.
Nella sfera sessuale, la ciclotimia può portare a:
- Aumenti del desiderio e ricerca di novità nelle fasi ipomaniacali, con possibili comportamenti impulsivi o rischiosi.
- Calo del desiderio e difficoltà a sentirsi attraenti o desiderabili nelle fasi depressive.
Parlare apertamente di queste dinamiche, magari con il supporto di una terapia di coppia, consente di:
- Ridurre i malintesi e il senso di rifiuto.
- Creare regole condivise per le decisioni importanti.
- Imparare a riconoscere quando è la ciclotimia, e non il valore della relazione, a guidare certi vissuti.
Temperamento ciclotimico: quando è un tratto di personalità
Non tutte le persone con umore variabile hanno una ciclotimia. Esiste il temperamento ciclotimico, che descrive uno stile di personalità caratterizzato da sensibilità, reattività emotiva e tendenza agli estremi, senza necessariamente raggiungere la soglia di un disturbo clinico.
Il passaggio da temperamento ciclotimico a disturbo ciclotimico dipende da:
- Intensità e frequenza delle oscillazioni.
- Impatto sul funzionamento (lavoro, studio, relazioni).
- Presenza di conseguenze ripetute: perdita di lavori, rotture frequenti, comportamenti a rischio.
Anche chi ha “solo” un temperamento ciclotimico può trarre grande beneficio da interventi di gestione dello stress, cura del sonno, consapevolezza emotiva e sviluppo di routine stabilizzanti, in ottica preventiva.
Domande frequenti sulla ciclotimia
Si può guarire dalla ciclotimia?
La ciclotimia è considerata una condizione tendenzialmente cronica, ma ciò non significa che sia immutabile o senza speranza. Con un percorso terapeutico adeguato è possibile ottenere una riduzione importante delle oscillazioni, periodi di stabilità più lunghi e una qualità di vita molto migliore.
Molte persone raggiungono una remissione sintomatica parziale o quasi completa, imparando a riconoscere i propri pattern e a intervenire in modo tempestivo.
Quanto durano le fasi della ciclotimia?
La durata delle fasi nella ciclotimia è variabile:
- Alcuni periodi di umore alterato possono durare pochi giorni.
- Altri possono protrarsi per settimane, con intensità fluttuante.
Ciò che caratterizza la ciclotimia è la continuità delle oscillazioni nel corso di almeno due anni, senza periodi di benessere completi prolungati.
La ciclotimia è ereditaria?
Esiste una predisposizione familiare: avere parenti di primo grado con disturbi bipolari o depressione maggiore aumenta la probabilità di sviluppare ciclotimia o altre forme di instabilità dell’umore.
- Questo non significa che la ciclotimia sia “destino”: i geni descrivono una vulnerabilità, non un esito inevitabile.
La ciclotimia è un disturbo grave?
La ciclotimia viene spesso sottovalutata perché i sintomi sembrano “meno gravi” rispetto al disturbo bipolare. In realtà, la cronicità dell’instabilità può avere un impatto importante su lavoro, relazioni e autostima, soprattutto se il disturbo rimane non riconosciuto.
Una diagnosi tempestiva e un trattamento mirato riducono il rischio di complicazioni, tra cui l’evoluzione verso forme bipolari più severe.
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