Taglio cesareo: cos’è, quando va fatto, lo studio e possibili complicazioni

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Taglio cesareo: cos’è, quando va fatto, lo studio e possibili complicazioni

 

Dott.ssa. Federica Visconti

Cos’è il taglio cesareo

Il taglio cesareo è un intervento chirurgico che permette, tramite l’incisione dell’utero di estrarre il feto e quindi di espletare il parto. 

Può essere programmato, quando vi sono indicazioni specifiche e viene quindi deciso prima dell’avvio del travaglio, oppure urgente, se le condizioni della madre o del bambino ne pongano l’indicazione durante lo svolgimento del parto stesso. 

Quando si deve fare il parto cesareo

Le più frequenti indicazioni per il parto cesareo programmato sono:  

  • Precedente parto cesareo 
  • Distocia fetale: può verificarsi quando il feto è troppo grande per l’apertura pelvica (sproporzione fetopelvica) oppure se vi è un posizionamento anomalo (per esempio la presentazione podalica). Ricordiamo che la presentazione fisiologica è quella di vertice, con l’occipite anteriore (di testa); 
  • Gravidanza gemellare; 
  • Peso fetale stimato superiore ai 4000 grammi o inferiore ai 2500 grammi; 
  • Placenta previa.

 

Invece se il travaglio è già iniziato possono verificarsi delle condizioni che rendono difficoltoso il parto naturale e pertanto si opta all’esecuzione del taglio cesareo. Tali condizioni possono essere: 

  • Travaglio prolungato: si verifica quando la dilatazione cervicale o la discesa fetale durante la fase di travaglio attivo è lenta. La fase di travaglio attivo di solito insorge quando il collo dell’utero arriva a una dilatazione ≥ 4 cm. Normalmente la dilatazione cervicale e la discesa della testa del feto nel bacino procedono a una velocità di almeno 1 cm/h e anche più velocemente nelle donne che hanno avuto precedenti gravidanze. Il travaglio prolungato si può verificare quando la pelvi materna è abnormemente piccola oppure perché il feto è troppo grande o in posizione anomala. Un’altra causa di un travaglio prolungato è rappresentata da contrazioni uterine troppo deboli o poco frequenti oppure troppo forti o ravvicinate; 
  • Alterazioni preoccupanti del battito fetale; 
  • Sospetta sepsi; 
  • Distacco di placenta;
  • Elevato rischio di rottura dell’utero. 

 

Parto cesareo difficile: lo studio

Il taglio cesareo è generalmente percepito come un’alternativa semplice e sicura al parto naturale, ma in alcuni casi può essere tecnicamente difficile con conseguenti rischi per la salute sia per la madre che per il feto.  

In questo studio il nostro team ha proposto una revisione della letteratura basata sull’evidenza dei più comuni scenari di taglio cesareo difficili, con l’obiettivo di fornire informazioni utili sulla loro gestione, possibile prevenzione e risoluzione delle complicanze. 

Abbiamo identificato articoli attraverso una ricerca in PubMed, Scopus, Web of Science e Ovid MEDLINE per gli studi pubblicati tra il 1979 e il 2019. Abbiamo incluso le migliori prove disponibili. Dall’analisi che abbiamo eseguito si è evidenziato che le possibili cause di taglio cesareo “difficile” sono molteplici e sono state pertanto suddivise in quattro categorie:  

  • Difficile accesso al segmento uterino inferiore, in questo caso il chirurgo ha difficoltà nel raggiungere tale area anatomica; 
  • Estrazione fetale complicata; 
  • Lacerazione o danno d’organo; 
  • Placentazione anormale.

Si è visto che negli ultimi anni vi è stato un aumento del tasso di taglio cesareo. Tale aumento però non è giustificato dalla riduzione del rischio materno-fetale o degli esiti perinatali. Si tratta pertanto di un comportamento clinico inappropriato e una tendenza sbagliata, il taglio cesareo viene utilizzato come pratica difensiva. In una percentuale rilevante di casi, l’indicazione al taglio cesareo è data da specialisti in altre discipline anche quando non è raccomandato dalle  linee guida specifiche. 

Le nostre valutazioni hanno evidenziato che conoscere in anticipo le potenziali difficoltà tecniche e i rischi che ne derivano consente al chirurgo di pianificare strategie appropriate, inoltre è necessario rifiutare indicazioni non ostetriche per il taglio cesareo quando manca il supporto scientifico in modo da ridurre ulteriormente il tasso di parti cesarei non necessari ed evitare così le complicazioni che potrebbero derivarne.

 

Fonte: www.ejog.org

 

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