GLI HANTAVIRUS
11 Maggio 2026
Epidemia di Hantavirus su una nave da crociera
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Dott. Marzio Sisti
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Rischiamo una nuova pandemia?
L’OMS ribadisce che il rischio per la popolazione generale rimane basso.
Questi giorni di maggio 2026 sono segnati dalle vicende della MV Hondius, nave da crociera che è salpata il 1° aprile da Ushuaia, Argentina con a bordo circa 200 tra passeggeri ed equipaggio da 23 nazionalità diverse per un viaggio nell’Atlantico fino alle isole di CapoVerde.
Dopo qualche giorno una coppia di olandesi si ammala e l’uomo decede l’11 aprile.
Probabilmente, come sembra da indagini epidemiologiche recenti, la coppia ha acquisito il virus Andes nel corso della permanenza in Cile ed Argentina dove ha fatto numerose escursioni prima di imbarcarsi sulla nave.
Hantavirus: cronistoria dei fatti
Ecco il susseguirsi dei fatti tra fine aprile e inizio maggio 2026:
- 24 aprile La moglie del primo deceduto (69 anni), gravemente malata, viene evacuata dalla nave durante la sosta a Sant’Elena (territorio britannico). Viene trasferita in Sudafrica. Una quota di passeggeri ( circa 30 anche se il numero preciso non è ancora chiaro) sbarca a Sant’Elena e ritorna alle nazioni di origine. Saranno l’oggetto di affannosi contact tracing successivamente.
- 25 aprile La donna, ritenuta troppo malata per volare, viene brevemente fatta salire su un volo KLM Johannesburg–Amsterdam prima che l’equipaggio decida di farla scendere. Il volo trasporta anche 2 passeggeri singaporiani già sbarcati dalla Hondius.
- 26 aprile La donna muore a Johannesburg. Su questa paziente vengono fatti i primi test che confermano la positività all’Andes Hantavirus.
- 27 aprile Un passeggero britannico (56 anni) con febbre alta, dispnea e segni di polmonite viene evacuato ad Ascension Island e poi trasferito in Sudafrica. Risulterà positivo all’Andes virus.
- 3 maggio La nave arriva al largo di Capo Verde. Le autorità locali le negano l’approdo. La nave rimane ancorata al largo per tre giorni.
- 2 maggio Terzo decesso a bordo: una passeggera tedesca. Il caso è ancora sotto indagine.
- 5 maggio WHO conferma 8 casi (3 confermati, 5 sospetti) collegati alla Hondius. La Spagna acconsente ad accogliere la nave a Tenerife. KLM informa dell’esposizione potenziale i passeggeri del volo Johannesburg–Amsterdam del 25 aprile.
- 6 maggio Tre persone evacuate dalla nave con aereo medico verso i Paesi Bassi: un britannico (stabile), un olandese 41enne (membro dell’equipaggio), un tedesco (asintomatico, per contatto con la defunta tedesca). La MV Hondius salpa verso le Isole Canarie.
La Svizzera conferma un caso positivo a Zurigo: un uomo rientrato dalla crociera. Una hostess KLM viene ricoverata ad Amsterdam con sintomi sospetti dopo contatto con la donna olandese. Singapore annuncia l’isolamento di 2 residenti (67 e 65 anni) sbarcati dalla nave e presenti sul volo del 25 aprile. Le autorità sudafricane avviano il contact tracing su più di 60 persone relative al volo AirLink tra Sant’Elena e Johannesburg del 24 aprile con bordo la donna olandese poi deceduta. - 7 maggio La MV Hondius è in navigazione verso Tenerife.
A bordo rimangono 146 persone da 23 paesi in regime di misure precauzionali rigide. I 3 evacuati non hanno ancora test positivi ufficiali ma due mostrano sintomi.
Negli USA monitorano almeno 3 passeggeri (tutti asintomatici) e in UK 2 britannici in auto-isolamento, tutti sbarcati a Sant’Elena. Il Ministro della Salute spagnolo Mónica García garantisce che all’arrivo a Tenerife tutti saranno valutati e i cittadini stranieri rimpatriati; gli spagnoli saranno trasferiti in un ospedale militare a Madrid. - 9 maggio Risulta negativa ai test virologici l’hostess di KLM ricoverata ad Amsterdam per sintomi respiratori.
- 10 maggio La nave MV Hondius entra in porto a Tenerife ed iniziano le operazioni di sbarco. Lo sbarco inizia non appena gli specialisti della Sanità Pubblica avranno completato l’indagine epidemiologica e la valutazione dei passeggeri e dell’equipaggio a bordo della nave.
Il Ministro della Salute spagnolo ha confermato che tutti i passeggeri a bordo della nave sono asintomatici e che i primi cittadini a essere evacuati saranno gli spagnoli.
Seguiranno i cittadini dei Paesi Bassi. I Paesi Bassi si occuperanno anche dei cittadini di Germania, Belgio, Grecia e di parte dell’equipaggio.
Successivamente, seguiranno i vari voli programmati.
L’ultimo volo, con a bordo cittadini australiani, avrà luogo il giorno 11 maggio 2026.
I Paesi Bassi invieranno inoltre domani un aereo per prelevare eventuali passeggeri non ancora rimpatriati dai rispettivi paesi.
Ricordiamo che i Paesi bassi sono la nazione della compagnia Oceanwide Expeditions proprietaria della nave Hondius.
A domenica 10 maggio sono confermati 3 decessi, sei casi in varie parti del mondo e 8 casi sospetti in attesa di conferma virologica.
MA COS’ E’ UN HANTAVIRUS ?
Gli Hantavirus appartengono alla famiglia Hantaviridae, ordine Bunyavirales. Sono virus a RNA a singolo filamento negativo. Ogni ceppo è associato a una specie di roditore ospite specifica, in cui causa infezione cronica senza apparente malattia.
Si distinguono geograficamente in due grandi categorie anche rispetto alla sintomatologia clinica prevalente:
- Old World (Mondo Antico):Europa, Asia, Africa HFRS — Febbre emorragica con sindrome renale
- New World (Mondo Nuovo): Americhe HCPS — Sindrome cardio-polmonare da Hantavirus
Esistono numerosi “ceppi” virologici con varie denominazioni:
- Old World: Hantaan, Dobrava, Seoul, Puumala, Saaremaa
- New World: Sin Nombre, Andes, New York, Bayou, Black Creek Canal
Di tutti questi vari “ceppi” virali di Hantavirus , uno è molto importante: Andes Virus (ANDV) poichè è l’unico Hantavirus in grado di provocare un contagio interumano.
Vie di contagio (regola generale):
- Inalazione di aerosol da feci, urina o saliva di roditori infetti (via principale)
- Contatto diretto con escrezioni di roditori o materiali contaminati
- Morso di roditore (raro).
ESISTE L’ECCEZIONE DEL VIRUS ANDES
Fino al 1996, la via di trasmissione degli Hantavirus era considerata strettamente zoonotica, provocando infezioni umane a vicolo cieco.
Nel 1996, un focolaio di sindrome polmonare da Hantavirus causato da ANDV si è verificato nella piccola città di El Bolsón in Argentina e poi si è espanso in altre città.
L’epidemia coinvolse 16 casi ed è diventata fondamentale per la ricerca sugli Hantavirus poichè le sequenze molecolari e le tracciature epidemiologiche suggerirono la trasmissione da persona a persona senza contatto con i roditori.
Un importante fattore di rischio noto per la trasmissione dell’ANDV da persona a persona è il contatto prolungato o stretto con persone sintomatiche che emettono droplets annoverando così questo virus tra gli agenti infettivi a contagio respiratorio.
Dallo studio di alcuni focolai di ANDV in Argentina, l’indice di riproduzione basale (R0) si aggira tra 1,19 e 2,12 ed i periodi di incubazione variavano da 9 a 40 giorni.
Da allora sono numerose le segnalazioni di focolai epidemici da Andes virus, soprattutto nel SudAmerica (Cile e Argentina).
Un dato importante è l’alta letalità nelle forme cardiopolmonari con tassi di letalità fino al 50% in alcune serie di casi e considerata al 32% in una analisi di circa 100 casi tra il 1995 e il 2012 in Cile.
HANTAVIRUS TERAPIA
Allo stato attuale, non esiste una terapia antivirale specifica approvata per il trattamento delle infezioni da Hantavirus.
Alcune molecole sono state utilizzate in via sperimentale o sono oggetto di studio:
- Ribavirina, l’antivirale più studiato. Ha mostrato una certa efficacia nel ridurre la gravità della Febbre Emorragica con Sindrome Renale (HFRS) se somministrato precocemente.
- Favipiravir (T-705): Un farmaco approvato per l’influenza in alcuni paesi (come il Giappone) che ha mostrato risultati promettenti in modelli animali e studi di laboratorio contro diversi Hantavirus (incluso il virus Andes). È considerato un candidato per studi clinici futuri, ma non è ancora uno standard di cura.
- Anticorpi Monoclonali: La ricerca si sta concentrando sullo sviluppo di anticorpi in grado di neutralizzare il virus. Alcuni anticorpi umani ricombinanti sono in fase di sperimentazione pre-clinica e clinica iniziale, con l’obiettivo di bloccare l’ingresso del virus nelle cellule, ma non sono ancora disponibili per l’uso clinico su larga scala.
Attualmente esiste solo una Terapia di Supporto da iniziare subito non appena i parametri vitali vanno incontro a deterioramento. La sopravvivenza del paziente dipende dalla rapidità con cui viene iniziato il supporto vitale nelle unità di terapia intensiva.
Approccio terapeutico
L’approccio terapeutico di supporto varia a seconda della forma clinica:
Per la Sindrome Cardiopolmonare (HPS/HCPS), la forma più letale (mortalità fino al 50%) e tipica dei virus del New World tra cui l’Andes Virus l’obiettivo è prevenire il collasso respiratorio e cardiovascolare mediante monitoraggio precoce con identificazione dei segni premonitori, ventilazione meccanica: per il supporto respiratorio invasivo o non invasivo, l’Ossigenazione Extra-Corporea a Membrana (ECMO) utilizzata per ossigenare il sangue meccanicamente, permettendo ai polmoni e al cuore di “riposare” durante la fase acuta dell’edema polmonare.
Questo ha drasticamente ridotto la mortalità nei centri specializzati.
Per la Febbre Emorragica con Sindrome Renale (HFRS), più comune in Europa e Asia, si focalizza sulla funzione renale mediante Dialisi nei casi di Insufficienza renale acuta ed equilibrio idrico con gestione rigorosa dei liquidi.
Vaccini per Hantavirus
Esiste un vaccino (Hantavax) a virus inattivato approvato e utilizzato in Corea del Sud e Cina. Protegge contro i ceppi di Hantavirus denominati Hantaan e Seoul. Non è efficace contro i ceppi del “Nuovo Mondo” (come il virus Andes o Sin Nombre) che causano la Sindrome Cardiopolmonare (HPS).
Sono allo studio vari vaccini con varie tecnologie (a DNA, a mRNA, a subunità proteiche ricombinanti) ma nessuno è in fase autorizzativa
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Bibliografia
- Hantavirus Pulmonary Syndrome,Southern Chile, 1995–2012
https://repositorio.udd.cl/server/api/core/bitstreams/9d9ffd73-2388-4b98-9250-80dd4fbb1cee/content - “Super-Spreaders” and Person-to-Person Transmission of Andes Virus in Argentina
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2009040 - Person-to-Person Transmission of Andes Virus in Hantavirus Pulmonary Syndrome, Argentina, 2014
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32186494/ - [Epidemic outbreak of Hantavirus pulmonary syndrome in Argentina. Molecular evidence of person to person transmission of Andes virus]
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9674243/ - [New epidemiologic and molecular evidence of person to person transmission of hantavirus Andes Sout]
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15034956/
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