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Inquinamento industriale: la parola al rapporto Global Alliance on Health and Pollution

L’inquinamento atmosferico è un tema di grande attualità non solo per le tematiche legate alla sostenibilità, ma anche e soprattutto per le sue conseguenze sulla salute di ciascuno di noi. Un recente studio ha quantificato le vittime, ogni anno, dell’inquinamento industriale. 

The Global Alliance on Health and Pollution

Il rapporto “Global Alliance on Health and Pollution” pubblicato su The Lancet Planetary Health, afferma che l’inquinamento industriale è stato responsabile di 9 milioni di morti in tutto il Pianeta solo nel 2019. Il dato risulta ancora più significativo se si considera che 1 morto su 6 è dovuto a questa causa “ambientale”. 

Secondo quanto condiviso dal rapporto, nonostante si possa registrare una diminuzione dei decessi dovuti a “fonti di inquinamento legate alla povertà estrema” (tra cui l’inquinamento delle acque, solo per citare un esempio), si deve sottolineare un concomitante aumento delle morti dovute all’inquinamento industriale. In particolare, è opportuno sottolineare come le polveri generate dalle sostanze chimiche siano quelle che risultano fatali. 

Richard Fuller, autore del rapporto, afferma quanto ci sia ancora una scarsa attenzione verso questo tema: infatti i finanziamenti sono ancora considerati insufficienti al confronto dell’emergenza che devono fronteggiare. 

L’inquinamento è ancora la più grande minaccia per la salute umana e planetaria, al punto da mettere a repentaglio la sostenibilità delle società moderne” ha affermato lo studioso. 

La classifica e il triste primato

Il rapporto sui decessi dovuti all’inquinamento industriale è stato l’occasione anche per indagare su quali siano le altre cause di morte più frequenti. 

Al secondo posto, con 1,36 milioni di morti premature, c’è l’inquinamento delle acque, un problema che caratterizza soprattutto i cosiddetti “Paesi in Via di Sviluppo” dove, da una parte, mancano le infrastrutture per rendere potabile l’acqua e, dall’altra, quelle per trattare tempestivamente questi disturbi soprattutto nei bambini. 

Il terzo posto è assegnato al piombo che ha causato nel 900.000 morti: seguono i decessi causati a sostanze tossiche di varia natura (870.000) e all’inquinamento domestico. 

Non solo un problema di salute

Il rapporto ha messo in luce non solo un quadro drammatico dal punto di vista medico sanitario (per lo stato attuale e per le prospettive future), ma ha fatto anche riflettere sulle sue conseguenze economiche. 

Le perdite finanziarie collegate ai 9 milioni di morti per inquinamento industriale sono costati quasi 4.000 miliardi solo nel 2019 (circa il 6,2% della produzione economica globale).

Non casualmente, infatti, l’ultima parte del rapporto  contiene alcune raccomandazioni suggerite dagli autori: la più interessante di queste è la creazione di un gruppo scientifico/politico indipendente sull’inquinamento – simile all’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) – che abbia il compito di fornire le direttive ed eseguire dei controlli oggettivi sulle regole che i Paesi devono osservare.

Nota: Il contenuto del presente articolo non è inteso né raccomandato come sostituto di consigli, diagnosi o trattamenti medici. Pertanto è sempre necessario chiedere il parere di un medico in merito a qualsiasi domanda, condizione clinica, trattamento o argomento trattato nel presente documento. Doctorium non si assume nessuna responsabilità sull'utilizzo autonomo delle informazioni indicate.

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