Coronavirus: Famiglia di virus che utilizzano l’RNA | Doctorium.it
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Coronavirus (precedentemente denominato 2019-nCoV) – Le prime informazioni

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Coronavirus

Coronavirus (precedentemente denominato 2019-nCoV)

A cura di:

Dr Paolo Fusco

  • Medico in Formazione Specialistica
  • Malattie Infettive e Tropicali

 

Prof. Carlo Torti

  • Professore in Malattie Infettive
  • Direttore Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali
  • Direttore Unità Operativa di Malattie Infettive e Tropicali
  • Azienda Ospedaliero-Universitaria
  • Università “Magna Graecia” di Catanzaro

 

Doctorium ha intervistato il Prof. Carlo Torti, Professore in Malattie Infettive e Direttore Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali, autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche e il suo collaboratore Dott. Paolo Fusco.

A loro, abbiamo posto le domande che ci avete fatto pervenire.

 

Che cos’è il Coronavirus e che differenza ha quello cinese?

I Coronavirus fanno parte di una vasta famiglia di virus che utilizzano l’RNA come materiale genetico e che, sebbene sia dotato di proof-reading activity (cioè la capacità di correggere eventuali errori nella replicazione del suo RNA), è molto mutevole.

Peraltro, caratteristica importante dei Coronavirus è l’elevata frequenza di scambio del materiale genetico tra virus infettanti specie diverse, consentendo quindi possibilità di “salti” da una specie all’altra.

Il loro serbatoio è rappresentato dagli animali ove sono responsabili di patologie nei mammiferi e negli uccelli che comportano il verificarsi di diarrea nelle mucche e nei suini e di malattie respiratorie delle vie superiori nei polli. Nell’uomo possono causare un raffreddore comune, una forma lieve simile all’influenza ma anche malattie più gravi.

Distinguiamo infatti tre grandi varianti cliniche del virus: MERS (la sindrome respiratoria mediorientale), SARS (la sindrome respiratoria acuta grave) e le sindromi respiratorie comunitarie (CAR) (community acquired). Da tempo è noto come il CAR-Coronavirus giustifichi circa il 20% delle forme respiratorie virali.

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