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Dott. Shaun Ivan Muzic

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Il Dott. Shaun Ivan Muzic si è laureato nel 2017 presso l’Università Campus Bio Medico di Roma, e ha conseguito la specializzazione in Diagnostica per Immagini presso l’Università degli Studi di Pavia nell’Istituto di Radiologia della Fondazione IRCCS San Matteo di Pavia.

Ha approfondito le conoscenze nel settore di Neuroradiologia presso la Fondazione Istituto Neurologico Mondino di Pavia, partecipando ai progetti clinici e di ricerca nelle malattie neurodegenerative e neoplastiche, approfondendo l’utilizzo delle tecniche avanzate di RM in tali ambiti (spettroscopia, perfusione). Tali esperienza l’hanno portato successivamente a svolgere un ruolo di Assistente alla Ricerca nel Henry Lab presso la University of California, San Francisco (UCSF), con particolare attenzione nei confronti delle malattie demielinizzanti e nelle nuove modalità di approfondimento diagnostici e prognostici della sclerosi multipla.

Attualmente è Dirigente Medico del Servizio di Diagnostica di Immagini presso l’Ospedale P. Pederzoli di Peschiera del Garda e prosegue le attività di ricerca nelle reti accademiche precedentemente formate (https://orcid.org/0000-0001-
6017-3964).

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Le risposte del Dott. Shaun Ivan Muzic agli utenti

La risposta a quale modalità di imaging è migliore per l'imaging del cervello dipende dallo scopo dell'esame. La TC e la risonanza magnetica sono tecniche complementari, ognuna con i propri punti di forza e di debolezza. La scelta dell'esame appropriato dipende dalla rapidità con cui è necessario ottenere la scansione, dalla parte della testa da esaminare e dall'età del paziente, tra le altre considerazioni. Tutti gli studi di imaging che non vengono eseguiti per la ricerca devono essere ottenuti in stretta consultazione con un medico. Entrambe le tecniche sono progettate per esaminare problemi specifici.

La preparazione dipende dalla modalità di imaging. Nel caso in cui fosse indicato l'uso del mezzo di contrasto, potrebbe essere richiesto il digiuno da alcune ore e il dosaggio della creatinina per valutare la funzionalità renale. Nel caso di individui poliallergici o con note allergie ai mezzi di contrasto, bisognerebbe seguire una adeguata preparazione antiallergica. È meglio indossare abiti comodi senza metallo, anche se potrebbe esserti dato un abito da indossare.

Sia per i mezzi di contrasto per risonanza magnetica che per TC, una volta iniettati vengono eliminati dal corpo dai reni.
Se la funzione renale è al di sotto del range fisiologico, il rischio di danno aumenta con il diminuire del eGFR, un valore derivato dal dosaggio della creatinina. In questi casi, il mezzo di contrasto viene eliminato più lentamente dal corpo. Nel caso di mezzi di contrasto RM, se la funzionalità renale è molto bassa (eGFR < 30), questa esposizione prolungata può portare a un cambiamento nella composizione chimica del mezzo di contrasto iniettato e creare un piccolo rischio di sviluppare complicanze. Per i mezzi di contrasto per la risonanza magnetica non vi è alcun rischio di sviluppare le
complicanze più severe (come la fibrosi nefrogenica) se l'eGFR è >30.
Per i mezzi di contrasto TC, in cui viene utilizzato un volume di mezzo di contrasto maggiore rispetto alla risonanza magnetica, il parenchima renale funzionante è esposto al mezzo di contrasto per un tempo più lungo rispetto alle persone che mantengono una funzionalità renale fisiologica. Si ritiene che questa esposizione prolungata aumenti il rischio di sviluppare danni ai reni. Il rischio è molto basso a meno che l'eGFR del paziente non sia < 30, ove il rischio
aumenta leggermente.

Sia per i mezzi di contrasto per risonanza magnetica che per TC, una volta iniettati vengono eliminati dal corpo dai reni.
Se la funzione renale è al di sotto del range fisiologico, il rischio di danno aumenta con il diminuire del eGFR, un valore derivato dal dosaggio della creatinina. In questi casi, il mezzo di contrasto viene eliminato più lentamente dal corpo. Nel caso di mezzi di contrasto RM, se la funzionalità renale è molto bassa (eGFR < 30), questa esposizione prolungata può portare a un cambiamento nella composizione chimica del mezzo di contrasto iniettato e creare un piccolo rischio di sviluppare complicanze. Per i mezzi di contrasto per la risonanza magnetica non vi è alcun rischio di sviluppare le
complicanze più severe (come la fibrosi nefrogenica) se l'eGFR è >30.
Per i mezzi di contrasto TC, in cui viene utilizzato un volume di mezzo di contrasto maggiore rispetto alla risonanza magnetica, il parenchima renale funzionante è esposto al mezzo di contrasto per un tempo più lungo rispetto alle persone che mantengono una funzionalità renale fisiologica. Si ritiene che questa esposizione prolungata aumenti il rischio di sviluppare danni ai reni. Il rischio è molto basso a meno che l'eGFR del paziente non sia < 30, ove il rischio
aumenta leggermente.

Anche nei casi in cui si verificasse un danno renale, tale danno è quasi sempre temporaneo, e potrebbe risolversi senza trattamento specifico.

La risposta dipende dal quesito clinico. Ad esempio, nei casi di primi riscontri di cefalee o emicranie, o nella valutazione dell';entità di una possibile cerebrovasculopatia o atrofia corticale, una RM senza mezzo di contrasto può essere sufficiente per escludere evidenti patologie organiche che potrebbero causare la sintomatologia presentante. Questo vale in particolare in individui con una anamnesi prossima pressoché muta. Nel caso in cui si dovessero riscontrare delle lesioni di significato incerto (eventualità rara in questi casi) nella RM basale, si può procedere successivamente con l'approfondimento con il mezzo di contrasto.
Nei casi invece in cui il quadro clinico è più complesso, ove si sospetta la rottura della barriera ematoencefalica, la somministrazione endovenosa del mezzo di contrasto è indispensabile per definire il danno.
Nel caso in cui fosse richiesto lo studio dei vasi intracranici, la RM prevede la sequenza TOF con la quale è possibile evitare la somministrazione del mezzo di contrasto.
In ogni caso, e specialmente nel caso di dubbi, la soluzione migliore è di confrontarsi con un radiologo per determinare la modalità di esame più adeguata.

La RM ad alto campo magnetico permette di ottenere una maggiore qualità delle immagini nel tempo pressoché uguale al tempo di acquisizione di una RM a 1.5T, che consente una migliore definizione della patologia in esame e una più precisa delineazione dei margini o dell'entità della malattia.
Le tecniche avanzate di imaging RM trovano particolare utilità nel caso di lesioni encefaliche di difficile diagnosi differenziale, in particolare nel caso di un sospetto di lesioni neoplastiche. Tali tecniche, spesso eseguite come
approfondimento di precedenti esami RM, consentono una maggiore sicurezza nel determinare le ipotesi diagnostiche più probabili di lesioni di incerto significato.

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