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Dott. Mattia Squillace

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Il Dott. Mattia Squillace si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica di Roma (Ospedale Gemelli). Ha successivamente conseguito la specialità in Cardiologia presso l’Università Statale di Milano.

Lavora attualmente come cardiologo interventista presso il Policlinico San Donato (Milano) e il Policlinico San Marco (Bergamo).

Nello specifico si occupa di cardiologia interventistica coronarica svolgendo quindi interventi elettivi e reperibilità H24 per pazienti con l’infarto miocardico acuto. Prende anche parte a interventi di cardiologia interventistica percutanea come la chiusura del forame ovale pervio e dell’auricola, sostituzione valvolare aortica (TAVI) e riparazione mitralica percutanea. Attualmente ha all’attivo più di mille procedure coronariche come primo operatore.

Si occupa inoltre della gestione dei pazienti con ipertensione arteriosa essenziale e con particolare attenzione alle forme secondarie tipiche dei giovani ipertesi. Il management dei fattori di rischio e la prevenzione cardiovascolare sono dei punti fermi della sua attività ambulatoriale.

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La pressione arteriosa deve essere sempre ben controllata, i valori pressori raccomandati dalla Società Europea di Cardiologia (ESC) sono inferiori a 130/85 mmHg, sono tollerati valori fino a 140/90 mmHg ma il range pressorio ottimale è compreso tra 120-130 mmHg per la pressione sistolica nota anche come “massima” e 80-85 mmHg per la pressione diastolica nota anche come minima.

In caso di ipertensione è sempre auspicabile una visita cardiologica per stratificare il rischio cardiovascolare e valutare il danno d’organo. L’ipertensione arteriosa è infatti una patologia multisistemica che può causare peggioramento della funzione renale, aterosclerosi delle coronarie, delle carotidi e degli arti inferiori. E’ quindi necessario un approccio che vada ben oltre la semplice prescrizione della “pastiglia”.

Il dolore anginoso che pone il sospetto di un infarto in corso è caratterizzato da oppressione precordiale, quindi si sente come un peso che spinge sul torace. Questo dolore può essere irradiato alla gola e al braccio sinistro. Seppure questa sia la manifestazione più frequente, in alcuni casi come l’infarto inferiore, si può presentare come bruciore epigastrico (“allo stomaco”) associato a sudorazione algida e nausea.

Un soggetto a riposo ha una frequenza cardiaca compresa tra 60 e 100 battiti al minuto, durante lo sforzo la frequenza aumenta in modo proporzionale allo sforzo e inversamente proporzionale al livello di allenamento, la frequenza massima stimata è derivabile dalla formula 220-età.

In questo caso bisogna capire cosa si intende per palpitazioni, la patologia più frequente sono le extrasistoli, ovvero dei battiti anticipati che fanno percepire talvolta come la mancanza di un battito seguito da uno più forte. Sono spesso scatenati da stress, uso di stimolanti come caffè e pasti abbondanti, nella maggior parte dei casi sono manifestazioni benigne e non richiedono una cura in particolare ma devono essere correttamente diagnosticate e quantificate tramite monitoraggio elettrocardiografico delle 24 ore.

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