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Dott.ssa Grazia Fabiano, Psicologa

Sono una Psicologa – Psicoterapeuta sistemico relazionale (esperta in psicoterapia individuale, di coppia e familiare).
Sono abilitata alla professione e iscritta all’Albo degli Psicologi della Calabria n° 1190.
Nel 2006 ho conseguito la laurea in Psicologia clinica e di comunità (V.O.) presso l’Universita’ degli Studi “La Sapienza” di Roma, nel 2007 il Master in Psiconcologia presso l’Ass. di psiconcologi “Moby Dick” di Roma, nel 2009 il Master Biennale e il Master integrativo in Psicodiagnostica presso il C.I.F.R.I.C. (Centro Italiano di Formazione Ricerca e Clinica in medicina e psicologia) di Roma, nel 2013 la specializzazione in psicoterapia sistemico relazionale presso S.R.P.F. di Crotone e nel 2015 il Master in Psicologia dello Sport presso LR Psicologia di Roma.

Sono autrice di numerosi articoli pubblicati dalla rivista “E Medicina” e sul sito www.psicologi-italia.it.
Ho partecipato ad alcune trasmissioni televisive in qualità di esperta in psicologia.
Nell’ambito della Psiconcologia ho vinto due borse di studio. Una delle due è stata promossa e finanziata dall’Ordine Nazionale degli Psicologi ed è stata premiata dall’International Inner Wheel di Crotone e dallo stesso Ordine Nazionale degli Psicologi.

Le mie competenze, però, non si fermano solo all’oncologia. Mi occupo anche dell’area delle dipendenze patologiche (es. tossicodipendenza, dipendenza da gioco d’azzardo, dipendenza patologica da cibo, ecc.) e del trattamento di altri disturbi clinici e di personalità. Attualmente collaboro presso il Marrelli Hospital Health Care Center a Crotone, dove mi occupo principalmente di psiconcologia e di psicologia clinica e faccio parte del team dell’obesità che si occupa di chirurgia bariatrica (faccio parte della SICOB -Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche -) ed esercito la libera professione presso gli studi privati di Crotone e Rocca di Neto.

Ambiti di attività

  • Psicoterapia individuale, di coppia e della famiglia
  • Psiconcologia
  • Psicodiagnostica
  • Valutazione e sostegno psicologico dei pazienti obesi candidati alla chirurgia bariatrica
  • Dipendenze Patologiche
  • Mental training negli atleti

Patologie trattate

  • Spettro dei disturbi di ansia
  • Attacchi di panico
  • Disturbi del tono dell’umore (depressione, mania, disturbi bipolari)
  • Fame compulsiva
  • Disturbi nel rapporto con gioco d’azzardo, sostanze stupefacenti, relazioni affettive ecc
  • Insonnia e alterazioni ritmo sonno veglia

Le risposte della Dott.ssa Grazia Fabiano agli utenti

Depressione cos'è e cosa fare?
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Dott.ssa Grazia Fabiano

Oggi “depressione” è diventato un termine di uso comune tra la popolazione e spesso il suo significato è soggetto a fraintendimenti. La depressione è una vera e propria patologia, che comprende in sé diversi sintomi. Generalmente una persona con questo tipo di diagnosi sente dentro di sé un vuoto che la rende triste, demotivata, senza alcun interesse o piacere per qualsiasi attività, irritabile o con rallentamento psicomotorio.
Inoltre, presenta alterazione del ciclo del sonno e dell’alimentazione, difatti può mangiare o dormire moltissimo o al contrario pochissimo.

In alcuni casi è anche possibile osservare un aumento o riduzione del peso non correlato naturalmente ad altre cause (es. diete). Il soggetto depresso prova forti sensi di colpa, che in alcuni casi possono trasformarsi in veri e propri deliri.
La capacità di concentrazione ed attenzione è ridotta. Possono manifestarsi pensieri di morte, che a volte possono degenerare in tentativi di suicidio. Gli esperti non hanno ancora definito una causa specifica della depressione, ma si ipotizza che fattori genetici, biologici e psicologi, combinati ad eventi stressanti (es. divorzio, pensionamento, disoccupazione, etc.), possono determinare tale patologia.

Si è osservato, infatti, che in alcuni “individui depressi” è presente un assetto genetico, in qualche modo diverso da quello di una “persona sana” e che in alcune famiglie tale patologia viene trasmessa da generazione in generazione. Ovviamente è importante specificare che non sempre una persona con una certa familiarità genetica e biologica si ammalerà di depressione.

Chiedere aiuto al proprio medico di famiglia potrebbe essere un primo passo per affrontare la depressione. Questi, dopo aver fatto una serie di indagini sulla condizione fisica ed aver escluso possibili cause organiche, può mandare il proprio paziente da un esperto. Tendenzialmente ci si rivolge allo psichiatra per la somministrazione farmacologica e allo psicoterapeuta per un trattamento più complesso e profondo. I principali metodi di cura sono quindi: i farmaci, la psicoterapia e la combinazione tra farmaci e psicoterapia.

La psicoterapia inizialmente è di tipo supportivo, in modo da favorire un processo di integrazione e rafforzamento dell’Io, successivamente è espressiva ossia di elaborazione dei vissuti depressivi. Per le persone con una forma depressiva più lieve si potrebbe suggerire, oltre al supporto psicologico, attività fisica. Gli esperti infatti sostengono che un’attività fisica regolare riduce i sintomi depressivi, aumenta il livello di autostima e di entusiasmo nelle relazioni interpersonali.

Un altro metodo valido è anche quello della pet teraphy, basato sulla interazione uomo-animale, in quanto lo scambio affettivo fra i due, contribuisce ad aumentare il livello di adrenalina e di endorfina, due importanti neurotrasmettitori in grado di produrre uno stato di euforia e benessere.

Cos'è un attacco di panico e come affrontarlo?
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Dott.ssa Grazia Fabiano

Sembra paradossale, ma l’ansia può essere considerata come la migliore amica che abbiamo nelle situazioni stressanti perchè ci aiuta a restare concentrati, ad essere pronti ad agire e ad affrontare potenziali minacce. L’ansia, se molto intensa, potrebbe crescere e superare una soglia, oltre la quale, si genera un vero e proprio attacco di panico. Il DSM 5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) descrive un attacco di panico come la comparsa improvvisa di paura o disagio interno che raggiunge il picco in pochi minuti.

Il disturbo di attacco di panico, invece, comprende una preoccupazione persistente di avere degli attacchi di panico e un’alterazione disadattiva dei comportamenti. I sintomi dell’attacco di panico sono: palpitazioni, tachicardia, sudorazione, tremori, dispnea o sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, vampate di calore e brividi di freddo, paura di perdere il controllo e/o di morire, dolori al petto, senso di vertigine e/o di svenimento, derealizzazione o depersonalizzione e nausea. Le cause sono diverse: predisposizione genetica all’ansia o agli attacchi di panico, contesti familiari in cui il mondo è considerato come pericoloso e che non si è adatti ad affrontarlo; situazioni di vita stressanti e difficili da gestire (lutto, malattia, trasferimento, matrimonio, cambio di lavoro, ecc.).

Alcune persone cercano di affrontare l’attacco di pano attraverso l’evitamento dei posti, degli oggetti e delle attività temuti che possono far insorgere l’attacco di panico, altre attraverso rituali protettivi ed ancora altre facendosi accompagnare da qualcuno. Per gestire un attacco è necessario cercare di normalizzare la respirazione e rilassarsi, sforzarsi di svolgere normalmente ciò che si sta facendo e parlare a ste stesso per rassicurarsi. Quando gli attacchi limitano la persona nello svolgimento delle normali attività quotidiane è importante rivolgersi ad uno psicologo/a. È possibile sottoporsi a terapia farmacologica, solo dopo aver consultato uno specialista, che andrebbe associata a un trattamento psicoterapeutico.

Cos'è l'insonnia e come e com'è possibile curarla?
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Dott.ssa Grazia Fabiano

L’insonnia è una condizione molto diffusa. Non si tratta di un vero e proprio disturbo, ma di un sintomo che segnala un malessere sottostante di tipo psicologico. Esiste l’insonnia “situazionale” ovvero di breve durata e associata ad eventi stressanti, al dolore cronico o all’abuso di sostanze stupefacenti e l’insonnia “acuta” ossia di lunga durata. I sintomi sono: difficoltà di adattamento, di mantenimento del sonno e risvegli precoci al mattino.

Sono presenti alcuni dei seguenti disagi diurni: fatica, sonnolenza diurna, mal di testa, ansia o preoccupazione per il sonno, riduzione della motivazione e dell’energia psicofisica, disturbi del tono dell’umore, irritabilità e difficoltà di concentrazione, attenzione e di memoria.

È importante chiedere aiuto ad un esperto che aiuterà la persona ad identificare i comportamenti disadattivi e i pensieri che favoriscono l’insonnia, ad individuare le sue distorsioni cognitive rispetto al proprio sonno, a ristabilire un ritmo sonno/veglia, a costruire un ambiente favorevole al sonno e ad imparare delle tecniche che lo aiutano a diminuire l’arousal psicofisiologico e l’ansia rispetto al proprio sonno. Il trattamento farmacologico è da considerarsi come una soluzione temporanea e, comunque, associata al un trattamento psicoterapeutico.

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